Come aprire un food truck in Italia

Spesso molti ci scrivono per chiederci informazioni per sapere come abbiamo fatto ad avviare la nostra attività e  per capire come muoversi nell’intricato universo composto da autorizzazioni, burocrazia e regole non scritte che regolamentano l’attività  dei food truck o semplicemente per sapere dove acquistare il mezzo.

In nostro aiuto ultimamente è stato scritto un esauriente articolo apparso sul sito del SOLE 24 ORE  che riportiamo  di seguito testualmente per dare un ulteriore aiuto a chi cerca informazioni in merito, permettendoci però di aggiungere alcuni aspetti che sono stati tralasciati ma per completezza di informazione è a nostro avviso importante aggiungere anche per sfatare alcune credenze ricorrenti.

In particolare ci teniamo a sottolineare che la licenza di ambulante itinerante per come venne concepita originariamente ad oggi è inadeguata a regolamentare le attività dei food truck in Italia, in quanto attività come le nostre sono soggette a vincoli e limiti che ne compromettono, per assurdo, il normale svolgimento.

Molti pensano che l’ambulante possa operare dove vuole e quando vuole, ma la realtà è diversa, specialmente se poi si parla di una città come Roma dove ci sono municipi nei quali è interdetta la vendita ambulante e se non c’è interdizione ci si scontra comunque con regole non scritte dettate dal mercato. Anche il limite delle 2 ore non esiste, in realtà ci si può fermare solo  il tempo necessario alla vendita del prodotto e solo ed esclusivamente su richiesta del cliente. Ciò significa che si dovrebbe stare sempre in movimento e se un cliente ci richiede un nostro prodotto dovrebbe aspettare minimo mezz’ora per poter essere servito, dovendo attendere che l’operatore allestisca il mezzo per essere operativo.

Tale condizione comporta come conseguenza anche il fatto di non poterci ma fermare in vie nelle cui  prossimità ci sono altre realtà commerciali food le quali non esitano a fare segnalazioni della nostra presenza ai vigili urbani per farci sgomberare.

Quindi in risposta a tutti coloro che vedono in questo lavoro come la corsa all’oro consigliamo sicuramente di riflettere bene prima e fare un’attenta analisi di tutti gli aspetti positivi e negativi e non pensare che sia sufficiente prendere un ape car o qualsisai altro mezzo e vendere panini per garantirsi un lavoro ma avere una visione più ampia del quadro reale.

Vuoi aprire un food truck? Dai requisiti alle autorizzazioni, ecco tutte le tappe da seguire.
(link articolo)

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Prendete un furgone, un vecchio pulmino Volkswagen, un’ape, un rimorchio, un carretto. Allestitelo con frigo, vetrine, macchina del caffè, piastra, cappa, friggitrice, salamandra o pozzetti per il gelato. Procedete alle rifiniture: modificate la carrozzeria, eseguite la verniciatura o il wrapping degli esterni (applicazione di pellicole), secondo il layout grafico più adatto al marchio.
Ecco pronto un food truck, veicolo speciale per il cibo da strada. Dagli aperitivi al dessert, chef itineranti, perfetti sconosciuti o titolati, scendono in strada con i loro menù. Cibo poco costoso, etnico o tradizionale, sempre più gourmant. Un fenomeno che, all’ora della pausa pranzo o dello snack pomeridiano, spopola nel mondo. Adesso dilaga anche in Italia.

Food Truck, in Italia è boom di richieste

In provincia di Torino, la Vs veicoli speciali, leader nell’allestimento di negozi ambulanti, in due anni ha raddoppiato il fatturato. E prevede una crescita significativa del 50% anche per quello in corso. “Aumentano privati e aziende del mondo della ristorazione che richiedono piccoli mezzi itineranti con cui promuovere il proprio marchio e i propri prodotti – spiega Davide Cavalieri d’Oro, titolare dell’azienda torinese – Molti dei nostri clienti in un paio d’anni hanno raddoppiato le postazioni mobili e aperto punti fissi”. Conferma il trend anche la seconda edizione di Streeat, partecipatissimo food truck festival a Milano da oggi al 28 settembre.

Chef stellati a 4 ruote, le tappe sul web

Scendono on the road perfino gli stellati: Mario Uliassi con la Uliassistreetgood gang prepara nella sua cucina mobile panini e porchetta, ali di pollo piccanti e dolci, trippa del canaparo, spuma di tirami su a 6 euro. L’ Ape Romeo di Cristina Bowerman propone a Roma, in zona Prati, pizza e mortadella artigianale, ciabattina con coppa di testa cotta, panino di pastrami. Martini e Aperol sono in strada a Milano per gli aperitivi, con tanto di postazione dj. Nella Capitale imperversa Pizza e Mortazza (il mezzo è rosa a pois) e Mozao (tigelle e gnocco fritto). L’Ape Scottadito fa tappa ad Ascoli Piceno, la Toraia a Firenze è specializzata in hamburger di chianina, mentre un pulmino Wolksvagen del ’67 è la location vintage di Farinel on the road, per miasse e panini ruspanti. Spostamenti e info sul web.

Volete aprire un food truck? Tra budget e burocrazia, si fa così

Se siete dei neofiti, per prima cosa fissate il budget, sapendo che l’allestimento di un mezzo certificato varia dai 20.000 ai 40.000 euro. Per un equipaggiamento di un veicolo bisogna avere chiaro in mente cosa, come e dove vendere. In Italia la burocrazia non aiuta: i food truck sono regolati dal “commercio al dettaglio su area pubblica”, ovvero strade, canali, piazze, comprese quelle di proprietà privata gravate da servitù di pubblico passaggio. Anche ogni altra area di qualunque natura destinata ad uso pubblico. Si tratta di commercio ambulante (disciplinato dal Decreto Legislativo n. 114 del 31 Marzo 1998 (artt. 27-30) “Riforma Bersani) che può essere esercitato esclusivamente da persone fisiche o da società di persone.

Requisiti e autorizzazioni per ditte individuali e società

Per ottenere le autorizzazioni bisogna essere in possesso dei requisiti soggettivi (anche morali, art 71 – commi da 1 a 5) previsti dalle norme legislative in materia, e dai requisiti oggettivi, a seconda del tipo di commercio che si desidera effettuare.
Per le ditte individuali è richiesta iscrizione al Rec, dimostrando la frequenza di un corso riconosciuto dalla Regione. E’ sufficiente anche provare di aver esercitato per 2 anni, nell’ultimo quinquennio, analoga attività, in qualità di titolare, socio, dipendente qualificato o collaboratore. In alternativa, basta il diploma di scuola alberghiera o titoli di studio attinenti.
Per le società (ammesse solo di persone, in nome collettivo, in accomandita semplice) serve indicare un preposto che abbia i requisiti professionali.

Ambulanti o itineranti?

La licenza di tipo “A” è per il commercio ambulante con posteggio fisso: è concessa per un preciso giorno in un specifico mercato o fiera. Semestralmente (tra marzo-aprile e settembre-ottobre) la Regione pubblica sul Bur l’elenco dei posteggi liberi di ogni Comune.
L’autorizzazione viene rilasciata dal municipio in cui si svolgerà l’attività, insieme al contratto di concessione del posteggio. Tale autorizzazione consente anche la vendita in forma itinerante nell’ambito della Regione e la partecipazione alle fiere in tutto il territorio nazionale. Nei Comuni sprovvisti di posteggio, si può ottenere la licenza subentrando nell’autorizzazione con atto notarile di cessione di azienda o di ramo di azienda o tramite scrittura privata legalizzata da un notaio.

Il commercio ambulante in forma itinerante, invece, prevede la licenza di tipo “B” : viene rilasciata, su richiesta dell’interessato, con lettera raccomandata, dal Comune di residenza e consente il commercio in tutto il territorio nazionale, comprese fiere e mercati, limitatamente ai posteggi non assegnati o provvisoriamente non occupati per assenza dei titolari. Si svolge con mezzi mobili e con soste limitate a 120 minuti. Abilita anche alla vendita al domicilio del consumatore.
L’autorizzazione del Comune è sempre gratuita. Per info più approfondite su concessioni di posteggi o trasferimenti rivolgersi al municipio in cui si intende avviare l’attività.

Autorizzazione igienico-sanitaria e immatricolazione

I veicoli utilizzati per la vendita dei prodotti alimentari devono rispondere anche ai requisiti indicati dal Ministero della Sanità. La Asl rilascia l’autorizzazione sanitaria. I mezzi sono immatricolati secondo il codice della strada come veicoli speciali per uso negozio.
Ottenuta l’autorizzazione amministrativa e sanitaria, basterà richiedere l’apertura della Partita IVA all’Agenzia delle Entrate, aprire una posizione presso Inps e Inail e procedere all’iscrizione alla Camera di Commercio.
Per semplificare le procedure, può essere utile consultare il sito sui servizi per la Comunicazione Unica:http://www.registroimprese.camcom.it.”

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